Versi e frasi dei poeti
Versi celebri di poeti italiani con fonte verificata: Dante, Leopardi, Quasimodo e altri.
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Frasi da leggere e copiare
Fatti non foste viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXVI, vv. 119-120; ed. Giorgio Petrocchi, La Commedia secondo l'antica vulgata (1994), testo su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia/Inferno/Canto_XXVI Amor, ch'a nullo amato amar perdona.
Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, V, v. 103; ed. Giorgio Petrocchi, La Commedia secondo l'antica vulgata (1994), testo su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia/Inferno/Canto_V L'amor che move il sole e l'altre stelle.
Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, XXXIII, v. 145; ed. Giorgio Petrocchi, La Commedia secondo l'antica vulgata (1994), testo su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia/Paradiso/Canto_XXXIII E il naufragar m'è dolce in questo mare.
Giacomo Leopardi, L'infinito, v. 15, in Canti (1831); testo su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(Leopardi_-_Donati)/XII._L%27infinito Sempre caro mi fu quest'ermo colle.
Giacomo Leopardi, L'infinito, v. 1, in Canti (1831); testo su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(Leopardi_-_Donati)/XII._L%27infinito Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
Salvatore Quasimodo, Ed è subito sera, incipit; tre versi resi su una riga. Fonte testuale italiana: https://it.wikiquote.org/wiki/Salvatore_Quasimodo (consultata il 2 ottobre 2026). M'illumino d'immenso.
Giuseppe Ungaretti, Mattina, Santa Maria La Longa, 26 gennaio 1917; due versi resi su una riga. Fonte bibliografica riportata: Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di Leone Piccioni, Mondadori, 1974, p. 65. Fonte testuale italiana: https://it.wikiquote.org/wiki/Giuseppe_Ungaretti (consultata il 2 ottobre 2026). Ho sceso, dandoti il braccio almeno un milione di scale
Eugenio Montale, Ho sceso, 1967; primo verso, Xenia II, in Satura. Punteggiatura conforme alla fonte consultata. Fonte testuale italiana: https://it.wikiquote.org/wiki/Eugenio_Montale (consultata il 2 ottobre 2026). La poesia comincia quando una parola comune trova il coraggio di dire qualcosa di nuovo.
A volte una frase breve apre una stanza che non sapevamo di avere dentro.
Le parole non cambiano il passato, ma possono offrirgli una forma più gentile.
La poesia non allontana dalla vita: insegna a guardarla da vicino.
Ci sono silenzi che diventano comprensibili soltanto quando troviamo le parole giuste.
E sotto il maestrale / Urla e biancheggia il mar.
Giosuè Carducci, San Martino, in Rime nuove, Libro III (1887); testo controllato su Wikisource, edizione Poesie (1906), https://it.wikisource.org/wiki/Rime_nuove/Libro_III/San_Martino Com'esuli pensieri, / Nel vespero migrar.
Giosuè Carducci, San Martino, in Rime nuove, Libro III (1887); testo controllato su Wikisource, edizione Poesie (1906), https://it.wikisource.org/wiki/Rime_nuove/Libro_III/San_Martino Silvia, rimembri ancora / quel tempo della tua vita mortale
Giacomo Leopardi, A Silvia, vv. 1–2, in Canti; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXI._A_Silvia Che pensieri soavi, che speranze, che cori, o Silvia mia!
Giacomo Leopardi, A Silvia, v. 27, in Canti; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXI._A_Silvia Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea / tornare ancor per uso a contemplarvi
Giacomo Leopardi, Le ricordanze, vv. 1–2, in Canti; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXII._Le_ricordanze Fugaci giorni! a somigliar d’un lampo / son dileguati.
Giacomo Leopardi, Le ricordanze, vv. 49–50, in Canti; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXII._Le_ricordanze La c’è la Provvidenza!
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XVII; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_XVII Il coraggio, uno non se lo può dare.
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XXV; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_XXV Carneade! Chi era costui?
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo VIII; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_VIII e restò negli aperti occhi un grido
Giovanni Pascoli, X Agosto, in Myricae (edizione 1905), v. 9; testo consultato su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Myricae/Elegie/X_Agosto Lingua mortal non dice Quel ch’io sentiva in seno.
Giacomo Leopardi, A Silvia, Canti (1835), vv. 26–27; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/A_Silvia Quale allor ci apparia La vita umana e il fato!
Giacomo Leopardi, A Silvia, Canti (1835), vv. 30–31; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/A_Silvia Quando sovviemmi di cotanta speme, Un affetto mi preme Acerbo e sconsolato,
Giacomo Leopardi, A Silvia, Canti (1835), vv. 32–34 (estratto); testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/A_Silvia Era il maggio odoroso: e tu solevi Così menare il giorno.
Giacomo Leopardi, A Silvia, Canti (1835), vv. 13–14; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/A_Silvia Già tutta l’aria imbruna, Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio, Canti (1835), vv. 16–17 (estratto); testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_sabato_del_villaggio Questo di sette è il più gradito giorno, Pien di speme e di gioia:
Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio, Canti (1835), vv. 38–39 (estratto); testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_sabato_del_villaggio Godi, fanciullo mio; stato soave, Stagion lieta è cotesta.
Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio, Canti (1835), vv. 48–49; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_sabato_del_villaggio E intanto riede alla sua parca mensa, Fischiando, il zappatore, E seco pensa al dì del suo riposo.
Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio, Canti (1835), vv. 28–30; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_sabato_del_villaggio Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Giacomo Leopardi, La quiete dopo la tempesta, Canti (1835), v. 19 (estratto); testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/La_quiete_dopo_la_tempesta Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand’è, com’or, la vita?
Giacomo Leopardi, La quiete dopo la tempesta, Canti (1835), vv. 25–27; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/La_quiete_dopo_la_tempesta Piacer figlio d’affanno;
Giacomo Leopardi, La quiete dopo la tempesta, Canti (1835), v. 32; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/La_quiete_dopo_la_tempesta Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge:
Giacomo Leopardi, La quiete dopo la tempesta, Canti (1835), vv. 47–48 (estratto); testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/La_quiete_dopo_la_tempesta Primavera dintorno Brilla nell’aria, e per li campi esulta, Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Giacomo Leopardi, Il passero solitario, Canti (1835), vv. 5–7; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_passero_solitario Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Giacomo Leopardi, Il passero solitario, Canti (1835), v. 12; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_passero_solitario Oimè, quanto somiglia Al tuo costume il mio.
Giacomo Leopardi, Il passero solitario, Canti (1835), vv. 17–18 (estratto); testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_passero_solitario Passo del viver mio la primavera.
Giacomo Leopardi, Il passero solitario, Canti (1835), v. 26; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Il_passero_solitario Questo di tanta speme oggi mi resta!
Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni, Poesie (1856), v. 12; testo primario in pubblico dominio consultato il 30 settembre 2026 su Wikisource: https://it.wikisource.org/wiki/In_morte_del_fratello_Giovanni_(1856)
Per scegliere le parole giuste
Il 2 ottobre in Italia si festeggiano i nonni. Qui trovi frasi scritte per dire grazie a nonno e nonna: brevi per un messaggio, più lunghe per un biglietto, sempre sincere.
Quando è la festa dei nonni?
In Italia la festa dei nonni è il 2 ottobre, giorno scelto per legge nel 2005.
Posso usare le frasi per un biglietto?
Sì: copia la frase e scrivila a mano, oppure inviala su WhatsApp con un tocco.
